Il nostro cineclub nasce a Bruxelles con un intento semplice: creare spazio di incontro, di visione e dialogo grazie al cinema.
Non ci interessa soltanto proiettare film, ma dare vita a un luogo dove ci si pone domande, dove le storie diventano specchi e finestre, dove lo schermo mostra nuove prospettive e fa evolvere quelle già esistenti.
Proiettiamo film di registi italiani e internazionali, opere note e non, classiche e sperimentali, seguendo fili tematici che ci stanno a cuore.
Ogni proiezione è un invito a rallentare, a sostare davanti a un’immagine, a interrogarsi su ciò che lo schermo ci propone, per capire come si declina nella nostra realtà.

Dopo ogni film, dedichiamo tempo alla parola: un dibattito, un confronto, un pensiero collettivo, come un seme da piantare e curare.
Crediamo che il cinema non sia soltanto intrattenimento, ma linguaggio vivo capace di leggere il reale e di trasformarlo. È un’arte che mette in comune vite diverse, che ci fa sentire parte di una comunità di spettatori, di cittadini, di esseri umani.
Il nostro cineclub è laboratorio di visione e di riflessione, una piccola casa, lontana e vicina dall’Italia, per chi cerca nella settima arte un’esperienza condivisa, una scintilla critica, un atto di bellezza e di resistenza.
Il nome Collectif24(fps) nasce da un incrocio di riferimenti cinematografici e letterari: mentre il collettivo era alla ricerca di un nome, nelle sale di Bruxelles usciva One Battle After Another, l’ultimo film di Paul Thomas Anderson, libero adattamento del romanzo Vineland di Thomas Pynchon.
Se nel film il gruppo rivoluzionario si chiama French 75, nel libro Pynchon lo immagina come un collettivo cinematografico femminista chiamato proprio Collective 24fps.
I 24 frames per second sono la frequenza di riproduzione dei fotogrammi che compongono un filmato a una velocità sufficientemente alta da restituire, all’occhio umano, l’illusione del movimento.
Collectif24 non è solo un nome, ma una dichiarazione d’intenti: fare del cinema uno spazio condiviso, dove le immagini che scorrono possono diventare pensiero, incontro, rivoluzione.
