Tra XVII e XVIII secolo la filosofia occidentale attraversa una svolta decisiva. La Rivoluzione Scientifica (Galileo, Newton) impone nuovi criteri di certezza e razionalità, spingendo i filosofi a ripensare i fondamenti della conoscenza e del rapporto tra mente e mondo.
Nascono così due grandi correnti:
Tra questi poli, la modernità costruisce il suo nuovo interrogativo centrale: come può la mente conoscere il mondo? E quale rapporto lega la coscienza alla realtà materiale?
Cartesio è considerato il padre della filosofia moderna. Di fronte al crollo dell’autorità aristotelica e alla crisi dello scetticismo, egli cerca un fondamento indubitabile del sapere, modellato sul rigore matematico.
Nelle Meditazioni Metafisiche, il dubbio diventa uno strumento per eliminare ogni credenza incerta.
Il dubbio è dunque totale, ma è un mezzo, non un fine: serve a trovare qualcosa di assolutamente certo.
Nel momento in cui dubito, non posso dubitare del fatto che sto pensando.
→ Cogito ergo sum: la mia esistenza come soggetto pensante è indubitabile.
Da qui nasce la prima certezza e il criterio di verità: