Cosa è ecosistema?
Dal greco oikos, cioè “casa” e synistemi, “porre insieme, riunirsi”, essere un ecosistema significa quindi stare insieme in una casa comune, abitata da persone, esseri viventi e cose, tutte interconnesse.
Ecosistema richiama alle nostre menti insiemi di elementi interconnessi che interagiscono tra loro, che vivono di orizzontalità, interdipendenza e mutua influenza - contro la rigidezza di un sistema, che trasmette un’idea di gerarchia, ordine e controllo dall’alto.
(eco)sistema che, al suo interno, integra e alimenta anche l’antisistema, in cui il conflitto non è eccezione ma una condizione naturale della sua esistenza.
Pensare in termini di ecosistema significa rieducarsi a vedere gli altri, rispettare i loro spazi e riconoscere la loro presenza e dignità. Significa percepire la realtà non come oggetto da osservare o da dominare, ma come un organismo vivente, in dialogo continuo con chi e ciò che lo abita. Il paesaggio, ad esempio, non è più uno sfondo scenografico, ma un attore che modifica e viene modificato dall’uomo, mai idealizzato, sempre reale.
Ecosistema - naturale, urbano, antropizzato, comunitario - come dimensione basata su dinamiche di interdipendenza, scambio e adattamento tramite patteggiamenti faticosi, esposizione e dialogo, responsabilità condivisa nel mantenere un equilibrio talvolta facile, talvolta difficile.
Ecosistema come sistemi complessi adattivi che si auto-organizzano, evolvono nel tempo e rispondono continuamente al contesto.
Rieducarsi/esporsi al concetto di ecosistema è un esercizio contro la solitudine: significa vedere gli altri o l’altro, conoscerli e riconoscerli, rispettare i loro spazi, capire la loro importanza per la propria sopravvivenza.
Gli ecosistemi ci insegnano che non esistono esseri separati, ma solo processi interdipendenti: esistiamo come parte di un tessuto di relazioni.